Qual è l’impatto di un viaggio sull’organismo del cavallo? Nella fattispecie, quanto tempo serve all’organismo per ‘riprendersi’ dopo un trasporto? Sono queste le risposte alle quali W. P. Carvalho Filho, P. C. Souto, A. M. O. Orozco, F. M. Girardi, L. D. Bento, B. B. Santos, J. H. J. Bittar, L. L. Oliveira, M. S. Freitas, J. C. A. Machado, L. A. Fonseca hanno cercato di trovare risposta in un recente studio pubblicato sulla rivista Equine Veterinary Education,
Seppur condotto su un numero esiguo di cavalli – 11 Quarter Horse – vale comunque la pena di tenere in considerazione i dati fin qui raccolti per capire come aderire al meglio alle necessità del cavallo per il suo benessere.
I ricercatori hanno valutato i cavalli nel corso di due distinti trasporti in trailer: un tragitto breve di 50 chilometri e uno a media distanza di 300 chilometri. Sono stati prelevati campioni di sangue prima del trasporto, immediatamente all’arrivo e periodicamente nei sei giorni successivi, al fine di misurare i biomarcatori dello stress ossidativo e delle difese antiossidanti.
Il viaggio più lungo ha evidenziato segni statisticamente significativi di squilibrio ossidativo. I cavalli hanno mostrato un’attività del superossido dismutasi (SOD) — un enzima che contribuisce a proteggere le cellule dai danni causati dalle specie reattive dell’ossigeno — significativamente ridotta, accompagnata da un aumento delle concentrazioni di malondialdeide (MDA), un marcatore della perossidazione lipidica e del danno cellulare.
Le alterazioni sono risultate evidenti subito dopo il trasporto e sono rimaste apprezzabili fino a 48 ore dopo l’arrivo. Gli stessi biomarcatori sono invece risultati trascurabili nel caso del trasporto più breve.
I ricercatori hanno inoltre misurato i livelli di ossido nitrico e la capacità antiossidante di riduzione del ferro (FRAP) – due ulteriori indicatori dello stato ossidativo – ma non hanno riscontrato differenze significative tra i trasporti a breve e a media distanza, a causa dell’elevata variabilità tra i cavalli.
Lo stress ossidativo si verifica quando la produzione di specie reattive dell’ossigeno supera la capacità dell’organismo di neutralizzarle mediante gli antiossidanti. Studi precedenti avevano dimostrato che il trasporto può risultare fisicamente e psicologicamente stressante per i cavalli; tuttavia, gli autori di questa indagine osservano non ci sono ancora abbastanza dati per determinare come le distanze di trasporto più brevi influiscano sull’equilibrio ossidativo.
C’è da studiare
Nonostante spesso ci si aspetti dalla scienza ‘verità’ univoche, la questione rimane aperta e soprattutto materia di ulteriori approfondimenti. Rimane comunque un dato di cui possiamo fin da subito cercare di fare tesoro. E riguarda il fatto che perfino dopo un viaggio di ‘soli’ 300 chilometri, l’organismo del cavallo ha bisogno di 48 ore per ritrovare la condizione perfetta. Ovvero quella per offrirci la migliore performance ma soprattutto godere del suo pieno benessere.
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